Grecia nuovi Bond Fabrizio Capanna

L’annuncio è di oggi, per quanto se ne parlasse da un po’. La Grecia torna sul mercato dei capitali con un nuovo benchmark quinquennale, per il quale è stato dato mandato al collocamento a Bank of America, Goldman Sachs, DB, Morgan Stanley, JP Morgan e HSBC. La larga prevalenza di banche americane o con forte presenza negli States testimonia che il deal sarà sostanzialmente diretto agli investitori d’oltreoceano ed attivi sul segmento dei crediti emergenti. Il rating della Grecia è infatti ancora Caa3/B- e non può certo sperare di trovare accoglienza sui più conservativi mercati continentali. D’altro canto i segnali sono incoraggianti: l’appetito al rischio sta crescendo e se, come si pensa, il bond verrà prezzato intorno o poco sopra il 5%, non è improbabile che trovi il favore di una certa platea di sottoscrittori. Non è facile determinare un fair price in assenza di una curva completa e dei comparabili adatti. Certo che con il Grecia 2024 sotto il 6% ed il recente Piraeus Bank 2017 sotto il 4.15%, un rendimento del 5% dovrebbe essere congruo, anche avendo a riferimento la curva dei bond sovrani portoghesi.

Ciò che voglio sottolineare in questo mio intervento flash è il ritorno di una forte attitudine “risk on” sui mercati, testimoniata anche della tenuta degli spread tra i governativi periferici ed il bund. Personalmente sarei piuttosto cauto e selezionerei le posizione lunghe con molta attenzione, a mio avviso a questi livelli il downside risk è certamente superiore all’upside, soprattutto in un’ottica di medio periodo.

Certo, molto dipenderà dalle prossime decisioni di politica monetaria di Draghi, ma resto comunque piuttosto dubbioso sull’emissione e sui livelli del mercato del reddito fisso, sia governativo che corporate.