Istruzione Fabrizio Capanna

Di recente, per caso, mi sono imbattuto in un breve lavoro pubblicato da Banca d’Italia “I rendimenti dell’istruzione”, di Federico Cingano e Piero Cipollone, dal quale ho tratto lo stimolo per questo breve intervento.

Come alcuni di voi sanno, ultimamente mi sto occupando molto di Education e problematiche connesse, prevalentemente attraverso il progetto ASIS (www.angloschools.co.uk),  che si sta sviluppando, in questa prima fase, principalmente in India ed in Italia (in collaborazione, per quanto concerne il nostro Paese, con il John Milton Institute di Palermo).

Il testo è piuttosto scorrevole anche se scientificamente rigoroso ed analizza l’istruzione considerandola un investimento in capitale umano e potendone così calcolare il rendimento (IRR=Internal Rate of Return), che potrà essere poi confrontato a quello di investimenti alternativi, mobiliari ed immobiliari, ad esempio.

Naturalmente, oltre agli immediati effetti dell’istruzione a livello individuale (maggiori salari, carriere più continue, minor rischio di disoccupazione) vanno considerate quelle che si possono definire le esternalità connesse alla stessa, quali, ad esempio, il più accentuato sviluppo di processi di innovazione, l’incremento di produttività e, non ultimi, quelli di carattere sociale e di benessere indiretto che si generano sulla collettività.

Vanno quindi analizzati separatamente il “rendimento individuale” e quello “sociale”, che, naturalmente, non coincidono. Per entrambi, nelle relative e differenziate sfere d’interesse, i costi sono collegati direttamente ai processi di acquisizione di un’istruzione superiore ed indirettamente ai mancati guadagni che tale decisione inevitabilmente comporta. Infine, nell’analisi è introdotto un altro concetto, quello di “rendimento fiscale”, che si pone nell’ottica del pubblico, valutando i maggiori costi dovuti all’incremento della durata media dell’istruzione con le entrate fiscali collegate al connesso futuro maggior reddito prodotto dai soggetti presi in considerazione.

Sorvolando sui processi di determinazione dei valori (per i quali vi rimando al lavoro in parola, http://www.bancaditalia.it/pubblicazioni/econo/quest_ecofin_2/QF_53/QEF_53.pdf, mi preme riportare le conclusioni alle quali gli autori giungono: il rendimento privato dell’istruzione è, in Italia, pari all’8,9%, con punte massime nel Meridione, rappresentando così, raffrontato alle medie storiche degli investimenti mobiliari, un valore in assoluto molto superiore al quadruplo rispetto a quelli obbligazionari e quasi del doppio rispetto a quelli azionari.

L’intervento di supporto del settore pubblico stesso, particolarmente in periodi di forte disoccupazione quali gli attuali, verrebbe ad essere ampiamente compensato in termini finanziari, anche a prescindere da quelli generali di carattere sociale o di complessivo progresso della società.

La riluttanza ad incrementare, anche sensibilmente, la porzione di spesa pubblica diretta sul comparto, non è quindi giustificabile ed è spiegabile solo con il patologico “short termism” che affligge da decenni la nostra classe politica; diventa quindi conveniente che il settore privato si attrezzi in tal senso, allocando risorse in questa direzione.

Sarebbe così consigliabile, per le famiglie, la creazione di piani di accumulo individuali volti a tal fine, magari creando – a livello bancario – dei prodotti ad hoc e sviluppando programmi di “prestiti d’onore” anche per l’istruzione di scuola secondaria superiore oltre che universitaria.

L’accesso alle migliori Università internazionali è infatti molto agevolato per gli studenti provenienti da scuole superiori d’eccellenza, quali, in particolare, quelle del Regno Unito, alle quali i migliori studenti italiani dovrebbero dirigersi, anche, ma non solo, per sviluppare capacità linguistiche ormai indispensabili nel mondo del lavoro.

Lo sforzo che ASIS sta compiendo nello sviluppo di processi di interazione ed integrazione tra il sistema scolastico inglese e quelli di altri Paesi potrebbe essere in qualche modo supportato dal sistema imprenditoriale privato, con l’attivazione di sistemi di sponsorship per gli studenti italiani più promettenti che, avviati attraverso il sistema delle Boarding School inglesi ai circuiti universitari di primo livello, possano poi trovare convenientemente una felice collocazione nel nostro Paese, avendo però maturato un’esperienza formativa completa che li possa rendere immediatamente produttivi per il nostro sistema.

Fabrizio Capanna presenta la conferenza ASIS

Conferenza Stampa di Presentazione del progetto “Un Futuro a Lieto Fine” organizzato da ASIS – Anglo Schools International Services – e JMI – John Milton Institute

Intervento di Fabrizio Capanna, ASIS 

E’ con estremo piacere che David Boddy ed io abbiamo accettato l’invito di Michele Li Vecchi e del suo gruppo imprenditoriale non solo a lanciare insieme questo segmento dell’iniziativa “Un Futuro a Lieto Fine” in Sicilia ma anche a venire personalmente a presentarlo alla stampa ed a tutti gli intervenuti a questo incontro.

Alla Sicilia mi legano infatti fortemente le origini (mia madre era di qui) mentre a Michele mi legano decenni di amicizia ed una frequentazione prevalentemente vissuta – per assurdo, io romano di nascita e londinese d’adozione e lui siciliano doc – in Alto Adige.

Inoltre, e lo dico con sincerità, a Michele mi unisce anche quello che vorrei chiamare un “sano realismo ottimista” nei confronti del nostro Paese e, in particolare, del Sud. L’ottimismo è quello determinato dalla certezza delle ricchezze umane, di ingegno e culturali di noi italiani, mentre il realismo – che lo tempera e lo circoscrive – si sostanzia invece nella piena conoscenza – mai rassegnata – delle difficoltà e dei limiti della nostra nazione, che versa da anni – e, di nuovo, specie qui al sud – in condizioni di ritardato sviluppo economico.

ASIS, società fondata da David e della quale sono partner, ha uno scopo chiaro: cercare di garantire l’accesso alla migliore istruzione superiore ai talenti presenti nel mondo, immaginando un mondo dell’istruzione privo di barriere geografiche, linguistiche, religiose e culturali. L’eccellenza crea sviluppo ed è mutuo interesse delle scuole, delle università e dei sistemi nazione consentire ai migliori intelletti di usufruire di strutture formative che ne possano esaltare le capacità e le potenzialità, attraverso non solo l’apporto di personale docente d’eccezione ma anche – e direi soprattutto – attraverso il quotidiano confronto con studenti provenienti da tutto il mondo, con uno felice e fruttoso scambio di esperienze, approcci e prospettive che formerà, inevitabilmente, una futura classe dirigente più preparata, forte ed aperta.

La scuola non deve essere solo apprendimento di aride nozioni  ma al contrario, attraverso un percorso di vita quotidiano, deve arrivare a formare delle persone complete, mature e responsabili, e per questo pronte ad affrontare le sfide del futuro.

Agli studenti siciliani, tramite questa iniziativa, si apre una prospettiva internazionale che difficilmente, in passato, i più avrebbero potuto anche solo sognare: 12 tra le migliori Boarding School inglesi si sono infatti federate ed hanno internazionalmente delegato ad ASIS la selezione degli studenti da ammettere ai loro corsi a tempo pieno in Inghilterra, in particolare per gli ultimi due anni di liceo. I ragazzi, che saranno scelti attraverso degli esami che si terranno qui a Palermo il 9 ed il 10 maggio, alloggeranno presso strutture d’eccezione e saranno inseriti a pieno titolo in quello che è di gran lunga il miglior sistema educativo Europeo. La frequenza delle ultime classi del liceo presso queste scuole consentirà l’accesso privilegiato alle migliori Università britanniche ed europee, con le quali tutte queste scuole hanno rapporti di continua interazione.

Due soli dati, brevemente, allo scopo di fornire un primo riferimento: tra le 200 migliori Università al mondo ben 31 hanno sede in UK (solo gli USA ne hanno di più) mentre la prima italiana è al duecentoventunesimo posto; in secondo luogo la disoccupazione giovanile è nel nostro Paese superiore alla quasi totalità dei paesi europei e, qui in Sicilia, supera il 50% comprendendo anche – e questa è una tragedia sociale – diplomati e laureati.

Quello che prima definivo  un “sano realismo ottimista” impone quindi a noi italiani operanti nelle istituzioni e nella formazione di compiere ogni sforzo per avvicinare da un lato il nostro sistema scolastico ai migliori esempi d’oltreconfine ma dall’altro, direi subito e contemporaneamente, di garantire l’accesso dei migliori trai nostri giovani a sistemi maturi, che stimolino all’impegno e premino il merito, consentendo un felice ingresso nel mondo del lavoro, anche a livello internazionale. E’ questo il “Lieto fine” che ci auguriamo per i nostri ragazzi e che, se mi si consente una nota personale, auspico per mia figlia, che, ventenne, ha intrapreso esattamente quest’itinerario, frequentando una Boarding School nel Kent per gli ultimi anni del liceo ed adesso universitaria a Southampton.

Le dinamiche pratiche dell’iniziativa sono semplici: i ragazzi possono registrarsi per l’esame di ammissione presso il JMI qui a Palermo o attraverso la pagina www.angloschools.it, al costo di 200 euro. ASIS, in collaborazione con le scuole federate, selezionerà i migliori studenti ammettendoli ai corsi dell’anno scolastico 2014/2015, in alcuni casi con il supporto di Borse di Studio, totali o parziali.

Una buona conoscenza di base della lingua inglese è chiaramente utile, anche se quello che conta è principalmente l’intrinseca capacità del candidato e la sua volontà nel perseguire un futuro di impegno e di successo. Sia ASIS che il JMI sono a disposizione per qualunque ulteriore informazione e siamo già sin d’ora disponibili a rispondere a domande di qualsiasi tipo.

Grazie.

Palermo, 28 Marzo 2014

 

Links:

www.angloschools.it

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