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Come avevo previsto in un recente post (http://fabriziocapanna.com/draghi-ha-il-fucile-carico-lo-usera/), sembra proprio, anche secondo indiscrezioni del Wall Street Journal, che la Bundesbank abbia fornito il suo sofferto assenso alla BCE per quanto concerne una prossima attivazione del QE Europeo.

Sebbene i termini del piano stesso non siano ancora ben definiti (per quanto riguarda, soprattutto, l’entità del programma e la natura dei titoli – non di Stato – soggetti al riacquisto), la sostanza della questione è chiara: allo scopo di ottenere il combinato effetto di sostenere le spinte inflattive e di abbassare alcuni rapporti di cambio dell’euro penalizzanti per l’economia del Continente, la Banca Centrale Europea è pronta ad usare ogni misura, anche non convenzionale.

L’obiettivo ultimo di Draghi è di stimolare l’economia attraverso il combinato effetto di un diretto sostegno alle fonti di finanziamento alle imprese, di un forte stimolo alle banche ad allargare la platea di fruitori del credito, di un calo dei tassi di mercato e, come detto, di un peggioramento relativo del tasso di cambio dell’euro nei confronti, in primis, del dollaro.

Sono dell’idea che questa manovra riuscirà a sostenere lo sviluppo e, nel contempo, contribuirà ad un ulteriore miglioramento  dei coefficienti di finanza pubblica per i Piigs, che beneficeranno non solo del decremento nominale dello stock di debito ma anche di un incremento del numeratore del rapporto.

Naturalmente l’iniezione di moneta sul mercato sarà di supporto per i corsi di tutti gli asset europei, contribuendo al mantenimento dei già alti livelli raggiunti negli scorsi mesi; il problema sarà – in un secondo tempo e sicuramente non prima di 18 mesi da oggi – ricondurre questi valori artificialmente elevati a livelli più consoni, evitando fluttuazioni eccessive al ribasso che potrebbero generare spirali di sfiducia pericolosissime.

Staremo a vedere.